Alimentazione per sport di endurance e di forza a Rovereto
Un fondista e un sollevatore di pesi non mangiano allo stesso modo, neppure quando si allenano nello stesso giorno. La differenza non si riduce a qualche grammo di proteine in più: risiede nel motore metabolico che stanno impiegando. La resistenza richiede di gestire l'energia sulla distanza, mentre la forza richiede di produrre una tensione elevata e di ricostruire il tessuto muscolare dopo lo stress dello sforzo. Due obiettivi differenti, due strategie alimentari distinte.
A Rovereto, all'interno dello Studio di Psicologia del Dott. Michele Facci, il Dott. Alessandro Merler affianca chi in Vallagarina pratica sport per passione o per agonismo. Questa pagina adotta un taglio volutamente tecnico: mette a confronto i due mondi partendo dalla logica metabolica che li distingue - quali substrati vengono consumati, l'importanza del timing dei pasti e le dinamiche del recupero - e mostra come tutto ciò si traduca in una precisa periodizzazione lungo il corso della stagione. Non è un elenco di ricette, ma la spiegazione del ragionamento che guida le scelte nutrizionali.
Chi cerca invece una panoramica generale della nutrizione sportiva nella sede - a chi è rivolta, perché è utile e come si articola la presa in carico - può consultare la pagina dedicata alla nutrizione sportiva a Rovereto; la valutazione strumentale della composizione corporea dell'atleta (analisi BIA, ricomposizione corporea e ricerca del peso-forma per disciplina) è invece trattata nella sezione sulla composizione corporea e performance.
Due motori diversi: resistenza e forza
La distinzione di fondo è di natura metabolica. Negli sport di endurance il fattore che limita la prestazione è la disponibilità di energia nel tempo: le riserve di glicogeno sono finite e, sulle uscite lunghe, il loro esaurimento coincide inevitabilmente con il calo di rendimento. Negli sport di forza e potenza il lavoro è breve e intenso, ripetuto in serie, e la partita si gioca soprattutto sulla capacità del muscolo di produrre tensione e, successivamente, di ripararsi e adattarsi nei momenti di recupero tra le sessioni. Il substrato dominante, il ritmo con cui si svuota e il modo in cui si ricostituisce cambiano radicalmente tra i due mondi, e da qui derivano priorità differenti.
- Nell'endurance il baricentro è la gestione dei carboidrati e dei liquidi lungo la durata dello sforzo;
- Nella forza il baricentro è l'apporto proteico ben distribuito e l'energia sufficiente a sostenere le sessioni e il loro recupero;
- In entrambi i casi la strategia si tara sull'atleta reale e sui suoi carichi, non su un modello astratto.
Endurance: gestire l'energia sulla distanza
Per chi corre, pedala o pratica sport di montagna, il lavoro nutrizionale si concentra sulla capacità dell'organismo di disporre del carburante necessario quando serve e di recuperarlo efficacemente dopo lo sforzo. La quota di carboidrati non è statica: aumenta nei giorni di allenamento intenso e si riduce in quelli leggeri, e in prossimità della singola sessione assume un ruolo rilevante anche il timing di assunzione e la qualità delle fonti utilizzate.
Sulle prove di lunga durata entrano in gioco la reintegrazione energetica durante lo sforzo e una strategia di idratazione tarata individualmente sulle condizioni ambientali, poiché la perdita di liquidi e di sali varia notevolmente da un atleta all'altro. L'aspetto fondamentale è che ogni strategia va testata rigorosamente in allenamento: non bisogna mai sperimentare nulla per la prima volta il giorno della gara.
Va inoltre precisato l'ambito di riferimento: in questo contesto, l'endurance di montagna - dallo sci alpinismo al trail running, fino alla MTB - viene affrontata in chiave tecnico-fisiologica, rivolgendosi sia agli amatori evoluti sia agli atleti agonisti.
- Carboidrati modulati sul carico: maggiori nei giorni intensi, minori in quelli leggeri;
- Reintegrazione durante lo sforzo e idratazione tarate su atleta e ambiente;
- Nessuna strategia di gara che non sia già stata collaudata in allenamento.
Forza e potenza: costruire e sostenere il muscolo
Per chi si allena con i sovraccarichi - in palestra o negli sport di squadra che richiedono esplosività - l'alimentazione assolve a due compiti fondamentali: fornire energia per sostenere sessioni ad alta intensità e mettere il tessuto muscolare nelle condizioni ottimali di adattarsi e crescere. L'apporto proteico è superiore non solo rispetto a quello della popolazione generale, ma anche a quello degli sportivi di endurance; il quantitativo totale giornaliero conta meno della sua corretta distribuzione: dosi adeguate di proteine di alta qualità a ogni pasto supportano la sintesi muscolare in modo decisamente più efficace rispetto a un unico pasto abbondante.
Allo stesso modo, i carboidrati non vanno eliminati ciecamente: restano infatti il carburante d'elezione per il lavoro intenso e sono indispensabili per affrontare l'allenamento con riserve energetiche adeguate, serie dopo serie.
- Proteine distribuite sui pasti della giornata, non concentrate in uno solo;
- Carboidrati mantenuti come carburante delle sessioni ad alta intensità;
- Energia complessiva sufficiente a sostenere il carico e il suo adattamento.
Il recupero: rifornire o riparare
Anche il recupero segue due logiche differenti, e rappresenta uno dei punti in cui il confronto tra i due mondi diventa più netto. Dopo uno sforzo di resistenza la priorità è reintegrare: rimettere in circolo i liquidi e i sali persi e ricostituire il glicogeno consumato, tanto più in fretta quanto più ravvicinata risulta la sessione successiva.
Dopo un lavoro di forza la priorità si sposta invece sulla riparazione del tessuto muscolare, ambito in cui il timing proteico attorno all'allenamento e la qualità del sonno pesano molto più della singola integrazione post-workout. Chi alterna carichi differenti nel corso della stessa settimana - una realtà comune tra gli sportivi della Vallagarina - deve armonizzare entrambe le esigenze, ed è qui che la pianificazione dei pasti in base al calendario di allenamento fa molta più differenza di qualunque integratore.
- Endurance: reintegrare liquidi, sali e glicogeno in tempi utili;
- Forza: sostenere la riparazione muscolare tra le sessioni;
- Settimane a carichi misti: incastrare le due esigenze con i pasti, non con gli integratori.
Preparazione e periodo di gara: la periodizzazione
Il piano nutrizionale non è mai lo stesso nel corso dell'intera stagione, poiché la periodizzazione segue logiche differenti nei due mondi. Durante la fase di preparazione si costruisce la base: negli sport di endurance si lavora sull'efficienza metabolica e sulla base aerobica, mentre negli sport di forza ci si concentra sulla massa magra e sulla qualità del lavoro svolto. Avvicinandosi alle competizioni l'obiettivo cambia radicalmente, e la fase agonistica non rappresenta mai il momento opportuno per improvvisare.
- Nell'endurance, nei giorni che precedono una prova lunga si cura la ricarica delle scorte di glicogeno e si mette a punto il rifornimento in gara;
- Negli sport di forza e nelle discipline con categorie di peso, il periodo di gara richiede di arrivare pronti senza compromettere la prestazione con tagli energetici troppo bruschi;
- In ogni caso si usa solo ciò che è già stato collaudato in allenamento.
Il ragionamento metabolico applicato a Rovereto
Il filo conduttore di questa sezione è uno: comprendere quale motore la disciplina solleciti e adattare di conseguenza carboidrati, proteine, liquidi e la loro distribuzione nel corso della settimana. Durante la prima visita il Dott. Alessandro Merler ricostruisce la storia sportiva, i carichi di allenamento e il calendario delle competizioni, e su queste basi tara substrati, timing e periodizzazione, avvalendosi di controlli periodici per verificare se le scelte stiano producendo gli effetti attesi e per modularle all'occorrenza.
La valutazione strumentale della composizione corporea dell'atleta - tra ricomposizione e ricerca del peso-forma per la specifica disciplina - non viene trattata in questo spazio, ma approfondita nella pagina dedicata alla composizione corporea e performance, a cui questo lavoro si appoggia. Resta invece qui, per intero, il ragionamento tecnico che distingue endurance e forza: nessuna promessa di scorciatoie, nessun protocollo costruito attorno agli integratori.
- Prima visita centrata su storia sportiva, carichi e calendario di gare;
- Substrati, timing e periodizzazione tarati sull'atleta e verificati ai controlli;
- Per la valutazione strumentale del corpo si rimanda alla pagina sulla composizione corporea finalizzata alla performance.
Per impostare un piano alimentare sulla propria disciplina e sul calendario di allenamenti e gare, è possibile richiedere una prima visita nella sede di Rovereto dalla pagina Contatti.
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